SAN POLlCARPO, VESCOVO E MARTIRE

 

Policarpo, uno dei primi discepoli di S.Giovanni apostolo ed evangelista, è nato in Asia Minore verso il 70 d.C. La sua santità di vita, come pure la sua conoscenza della dottrina cristiana e della tradizione apostolica, lo portarono presto alla direzione della giovane Chiesa di Smirne.

S. lgnazio, passando per Smirne nel suo viaggio da Antiochia a Roma (circa 107 d.C.), lo saluta con queste parole: "Lodo la tua pietà, fondata come su una roccia incrollabile, e rendo gloria al Signore perchè mi ha fatto degno di vedere la tua persona. Potessi godere della tua presenza! Mostrati degno del posto che occupi. Preoccupati dell'unità, a cui nuIla si può anteporre...".

In occasione deIla visita di S.Ignazio, Policarpo scrisse una Lettera ai Filippesi,in cui emerge il suo zelo pastorale. I suoi stessi avversari lo definiranno più tardi: "Maestro dell'Asia" e "Padre dei cristiani".
 

Durante il suo lungo apostolato, dovette lottare contro le prime eresie, che tentavano di negare o la divinità di Cristo o la sua umanità ("docetismo" e "gnosticismo").

Un altro problema affrontato da S.Policarpo, fu quello relativo alla data della celebrazione della Pasqua. Policarpo, come del resto tutte le Chiese dell'Asia Minore, celebrava la Pasqua il 14 Nisan, in continuità con la Pasqua ebraica e con la tradizione giovannea ("Quartodecimanismo").


Verso il 154, si recò a Roma dal Papa Aniceto, per difendere la legittimità della tradizione orientale. L'accordo non fu raggiunto, ma la tradizione quartodecimanista continuò ancora per alcuni decenni. A Roma, Policarpo incontrò, pure Marcione e lo rimproverò della sua eresia.

 

Fra i discepoli di S. Policarpo, va ricordato S. lreneo, nativo di Smirne (verso il 135). II futuro vescovo di Lione ci ha lasciato questa testimonianza: "lo ti potrei dire ancora il luogo dove il beato Policarpo era solito riposare per parlarci, come esordiva, e come si entrava in argomento; quale vita conduceva, quale era I'aspetto deIla sua persona, i discorsi che teneva al popolo: come ci discorreva degli intimi rapporti da lui avuti con Giovanni e con gli altri che avevano visto il Signore, dei quali rammentava le parole e le cose udite intorno al Signore, ai suoi miracoli, alla sua dottrina..."

Era ormai 86 enne, quando si scatenò la persecuzione di Antonino Pio.

Gli imperatori romani esigevano il culto degli dei e quello personale. I cristiani furono presto giudicati come ribelli e "atei", e pertanto condannati a morte.

Il martirio di S. Policarpo avvenne il 23 febbraio 155, sull'acropoli di Smirne, nello stadio romano.

II racconto dettagliato ci è stato tramandato in una commovente lettera-memoriale, inviata dai Cristiani di Smirne alla Chiesa di Filomelio in Frigia. Alle minacce e alle lusinghe del proconsole romano, diede la famosa risposta:

"Sono ottantasei anni che servo Cristo e non mi ha fatto nessun torto. Come posso bestemmiare il mio re, il mio salvatore?"."La folla lo voleva in pasto ai leoni, ma il proconsole disse che i "giochi" erano finiti. La plebaglia insisteva.

 

Policarpo fu dapprima condannato ad essere arso sul rogo, poi, risparmiato miracolosamente dalle fiamme, fu trafitto da un carnefice; infine fu arso. Solo più tardi, i cristiani riuscirono ad ottenere le sue ossa "più preziose delle gemme, più stimate dell'oro".

 

II racconto del martirio di San Policarpo si conclude con queste parole: “Solo lui fra tutti, ha lasciato un ricordo così vivo, che se ne parla ovunque, anche tra i pagani. Fu infatti non solo un maestro eminente, ma pure un martire insigne, e tutti i fratelli desiderano imitare il suo martirio, veramente eroico".

Akdeniz Mah., Necati Bey Bulvarı No:2/A Pasaport-Konak İzmir
Phone: (+90) 0232 4848436
sanpolicarpo.izmir@gmail.com
  • Grey Facebook Icon
  • stpolycarpizmir@gmail.com
  • Instagram